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Un discorso può contenere molti giochi di parole e restare un discorso. Quando il gioco delle parole arriva però al massimo della radicalità non produce più discorsi, ma immagini. I brani, fulminei o più articolati, dei Rapsodi non sono discorsi pieni di giochi di parole ma sono altrettanti quadri. Il torcersi degli esecutori dei loro volti e delle loro membra, venga correttamente interpretato come indizio: ciò che dicono non lo dicono ma lo trasmettono per via plastica, con volumetrie virtuali, salti dallo sfondo al primo piano, contorni sfumati o ben segnati delle parole, contrasti di colori. Quindi leggete, ascoltate, guardate: riuscite a vedere le figure? (Stefano Bartezzaghi)
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